ALCUNE INFORMAZIONI A PROPOSITO DI ISLAM E ISLAMISMO
Prologo - Breve richiamo storico - Territorio dell'ISLAM - I 5 pilastri della fede - Legge civile e penale islamica

 

PROLOGO

Non è tanto l'esistenza dell'ISLAM che dovrebbe preoccupare, né di alcun'altra religione diversa da quella cristiana. Quello che più dovrebbe inquietare gli occidentali è invece la completa unità culturale, ISLAMICA che ha dimensioni non solo religiose ma socio-politiche (oltre che artistiche, letterarie, ecc), che ne consentì il grandioso sviluppo ecumenico. Il buon maomettano ha infatti il dovere di espandere l'Islam con ogni mezzo, e con la lotta armata ai danni degli 'infedeli' qualora e non appena le circostanze lo rendano possibile. Non fa dunque meraviglia il principio della Jihad implicitamente contenuto nei testi sacri e nella tradizione, che insieme ai 5 tradizionali rappresenta per i mussulmani il 'sesto pilastro della fede'. San Paolo
Basta poi che uno solo di loro muova guerra agli infedeli, vedi gli attentatori suicidi, e il principio è soddisfatto. Le sue azioni valgono come merito per tutti gli islamici agli occhi di Dio (Allah).
Non illudiamoci: gli islamici, moderati o meno che siano, hanno tutti un medesimo fine che è la nostra distruzione o la conquista dei nostri paesi.
E oggi lo fanno in tutti i modi, sia con l'invasione pacifica degli emigranti che attraversano il mare sulle loro carrette, come tramite la lotta armata ieri di Ben Laden e di Al Quaeda e oggi con i talebani, e con i loro seguaci e imitatori.
Una filosofia islamica vera e propria non esiste: Averroè e Avicenna non hanno fatto altro che spiegare Aristotele l'uno e opporsi ad Aristotele l'altro. Gli islamici non hanno nemmeno una teología, nel senso che da loro non esiste l'abitudine occidentale di esaminare e interpretare razionalmente le sacre scritture con la tecnica filosofica.
Di conseguenza l'Islam non ha ancora fatto quel salto culturale che invece ha contraddistinto l'Europa e l'intero occidente, perché per sua stessa intrinseca costituzione non può farlo. Per loro non c'è stata nessuna Riforma o Controriforma; e l'illuminismo, pur positivo per la civiltà malgrado i suoi eccessi storture e difetti, non li ha neppure sfiorati.
E l'islamico è anche pieno di pregiudizi verso di noi. Chi scrive chiese anni fa a un cameriere marocchino che cosa pensasse delle donne del paese dove lavorava. Mi rispose "sono tutte puttane e io non le guardo nemmeno". Non so se avesse ragione, ma questo modo di vedere riguarda una mentalità alquanto retró, che noi abbiamo forse superato.
Pensate forse che gente del genere non abbia la tentazione di provare a distruggerci se se ne presenta l'occasione? E oggi appunto l'occasione si presenta grazie ai mostruosi errori politici fatti da sempre dalle amministrazioni USA, che pretendono di applicare il loro modo di pensare a chi non è in grado di capirlo.

NEL PRIMO SECOLO DOPO CRISTO TRA GLI EBREI. E I ROMANI SI SONO SCONTRATI DUE MODI DIVERSI E INCONCILIABILI DI VEDERE IL MONDO. COSA ANALOGA ACCADE OGGI CON L'ISLAM: O UNA DELLE DUE PARTI RIUSCIRÀ A DISTRUGGERE L'ALTRA, OPPURE CI SARANNO SEMPRE ALTERNANZE DI PACE E DI GUERRA, COME GIÀ ACCADDE TRA EURIOA E IMPERO OTTOMANO.

INFATTI L'OCCIDENTE PER SUA NATURA NON HA ALCUN INTERESSE A DISTRUGGERE PER MOTIVI RELIGIOSI, E GRAZIE ALLA FORMAZIONE FILOSOFICA GRECO-ROMANA E ALLE SUE RADICI CRISTIANE HA UNA MAGGIORE CAPACITÀ DI REAZIONE E AGGIORNAMENTO FILOSOFICO E TECNOLOGICO.

In queste poche righe cerco di sintetizzare i principali dati sull'Islam, ripresi da una enciclopedia scritta decenni fa, in tempi dunque non sospetti. Se qualcuno ha da confutare argomenti, correggere eventuali errori, aggiungere considerazioni pro contro o altro, può tranquillamente usare il link al mio blog nella stessa sezione riguardante la filosofia politica riferendosi a questo articolo....

 

 

 



UN BREVE RICHIAMO STORICO

La storia dell'Islam e molto complessa, e non puo riassumersi in poche pagine. Qui si tenta di dare una sintesi sufficiente a far capire cosa sia l'Islam a chi ne sa poco o nulla. Mi perdoneranno i puristi.

L'Islam è una religione monoteista manifestatasi per la prima volta nella penisola araba nella cittadina higiazena de La Mecca nel VII secolo dell'era cristiana, per opera di Maometto (Muḥammad), considerato dai musulmani l'ultimo profeta inviato da Dio (Allāh) al mondo intero per ribadire definitivamente la Rivelazione, annunciata per la prima volta ad Adamo (Ādam), il primo uomo. È evidente la scopiazzatura della Bibbia Ebraica e del Vangelo messi insieme, allo scopo di dare una religione monoteista e una unità politica ai nomadi e agli arabi..

ANNO 1 dell'era dell'Islam - L'EGIRA. I 16 Luglio 622 DC all'inizio dell'anno lunare ordinario in cui avvenne la fuga di Maometto dalla Mecca, cioè al 1 muharram.
È la parola araba hiǵrah ("emigrazione, secessione"), con cui appunto s'indica l'abbandono della Mecca compiuto nel settembre 622 d. C. da Maometto con i suoi compagni, allorché ebbe perduto ogni speranza di vincere l'ostilità che la sua predicazione incontrava nell'oligarchia meccana della tribù di Quraish, a cui egli stesso apparteneva.
Dalla Mecca, con un viaggio sulle cui peripezie la posteriore tradizione leggendaria ha molto ricamato, il profeta passò a Medina, dove aveva allacciato relazioni e stretto accordi che gli permettevano di stabilirvisi liberamente, quale capo di una nuova comunità, in certo senso arbitro della situazione locale medinese.
Tale anno della "migrazione" (corrispondente dunque al 622 d. C.) fu più tardi scelto, sotto il califfo Omar, come inizio dell'era musulmana (era dell'ègira", o addirittura "ègira"), di cui costituì l'anno1

.Da quel momento i musulmani contano gli anni, proprio come noi contiamo gli anni dalla nascita di Gesù Cristo. Quindi per loro l'anno 2015 è il 1394 dopo l'Egira.

.Dal 632 al 1924 l'Islam politico si è sviluppato nel  califfato, che è una forma di governo, a capo della quale si trova il califfo. Il termine proviene dall'arabo:(khilāfa), che significa "successione", "luogotenenza", Califfoe si riferisce al sistema di governo adottato il giorno stesso della morte di Maometto. Il Califfato rappresenta l'unità politica dei musulmani, ovvero la Umma.
Un sinonimo di califfo è l'espressione "Comandante di credenti" (Amīr al-muʾminīn), successore politico più che spirituale di Maometto nella sua funzione di capo della Umma. In tale veste il califfo costituisce la rappresentanza pro tempore di Allah sulla terra.
La sua istituzione non è prevista nel Corano e neppure nella Sunna del profeta e lo stesso termine "costituzione" - o "Rescritto", o "Accordo" (in arabo:ṣaḥīfa, lett. "Foglio") di Medina dell'anno 1 dell'Egira - è una traduzione abbastanza impropria di quello che era un accordo firmato tra le varie componenti di Yathrib per regolamentare la convivenza fra musulmani, ebrei e pagani.

Qui a fianco abbiamo la foto di Abdülmecid II, l'ultimo Califfo della dinastia ottomana. Figlio del Sultano nacque a Istanbul il 29 maggio 1868 e mori a Parigi il 23 agosto 1944. Egli fu l'ultimo Califfo della dinastia ottomana, il 101° dopo Abu Bakr, ed il 37° capo della casa imperiale ottomana.

SUNNITI E SCIITI

Oggi vediamo continuare la millenaria e quasi sempre sanguinosa lotta tra queste due grandi raggruppamenti in cui si divide la religione Islamica: quello Sunnita e quello Sciita.

I Sunniti

La Sunnah è la tradizione, che integra il Corano e ne fa le veci quando mancano passi coranici adeguati

I sunniti sono i seguaci ortodossi dell'islamismo, di cui costituiscono la maggioranza 90% circa); sin dalla metà del 1° secolo dell'egira, assunsero tale nome per affermare che essi soltanto erano i seguaci della vera tradizione o sunna di Maometto (mentre gli sciiti seguono anche quella dei suoi discendenti). La prima caratteristica dei sunniti fu il riconoscimento della piena legittimità dei quattro primi califfi elettivi.

Il quarto califfo Ali ibn Abi Talib, sospettato di aver assassinato il suo predecessore, si scontrò nell'anno 656 con Aisha, moglie del Profeta Maometto, e sconfisse il movimento di opposizione da lei organizzato nella battaglia del Cammello.

Poi Alì affrontò Muawiya, governatore della Siria e capoclan degli Omayyadi a cui apparteneva il califfo assassinato: gli eserciti dei due avversari si scontrarono nel 657 nella piana di Siffin. Le sorti di Muawiya sembravano ormai compromesse, quando uno dei suoi uomini architettò un'astuzia che capovolse le sorti della battaglia. Muawiya chiese un "arbitraggio" e Alì accettò, scatenando tra i suoi sostenitori due reazioni opposte. Alcuni lo accusarono di debolezza e lasciarono i ranghi: sono "coloro che sono usciti", i kharigiti. Gli altri sostennero Alì e presero il nome di sciiti. I seguaci di Muawiya assunsero il nome di sunniti ("quelli della Sunna").

Gli Sciiti

Sono quelli che si richiamano allo sceicco Ali ibn Abi Talib, ovvero minoranze islamiche (dall’arabo shī‛at ‛Alī, «la fazione di ‛Alī»). La loro origine risale alla morte del Profeta (632)m che seguono la tradizione dei discendenti di Maometto. Sono divisi in tre grandi nuclei: zaiditi, che rappresentano l’indirizzo meno lontano dall’ortodossia sunnita sul terreno politico e giuridico; imamiti o duodecimani, s. moderati, i più numerosi e politicamente importanti; ismailiti o batiniti, i più lontani dall’ortodossia.

L'islamismo è una religione a carattere universalistico e totalitario, considerata a ragione il principale motivo di riscatto della nazione araba, perché in brevisssimo tempo si espanse sia tramite la guerra che tramite i mercanti arabi in tutto il mondo conosciuto. Tramite le armi fu portata e in Siclia e in Spagna e dove lasciò grandi testimonianze culturali soprattutto nei grandi edifici come l'Alambra di GRANADA e l'Alcazar di SIVIGLIA. Nell'epoca moderna, le armate turche arrivarono alle porte di Vienna nel XVIII secolo, ma furono fermate, esattamente come a Lepanto.

Diffusione dell'Islam: per numero di fedeli, l'Islam (con tutte le sue varianti) è al secondo posto con 1,57 miliardi di fedeli, dopo il Cristianesimo che, con tutte le sue varianti, di fedeli ne ha 2,1 miliardi. L'Islam conta il più marcato incremento numerico di adesioni fra le varie religioni.
Il 13% dei musulmani vive in Indonesia, che è anche il paese musulmano più popoloso, il 25% nell'Asia Meridionale, il 20% in Medio-Oriente e il 15% nell'Africa sub-sahariana Minoranze considerevoli si ritrovano anche in Europa, Cina, Russia e Americhe.

 

 

 

IL TERRITORIO DELL'ISLAM (DAR AL ISLAM)

Il territorio dell'Islam si suddivide in due grandi parti:

  1. Dar al-islam ovvero "territorio dell'Islam"
  2. Dar al-harb ovvero il "territorio di guerra", è l’insieme dei paesi esterni al dar al-islam , nei confronti dei quali la guerra è legittima.

L’Islam è una delle religioni missionarie più penetranti. In meno di un secolo dalla sua fondazione si estese dall’India alla Spagna tramite la guerra e tramite i mercanti arabi. Attualmente è molto vivo non solo nei paesi arabi, ma anche in Africa e in Oriente. Ha numerosi adepti in America del Nord ( i famosi musulmani neri che sono una forza eversiva) e nell’Africa occidentale e orientale.

San Paolo

Il territorio delll'Islam comprende sia quelli dove si professa la religione islamica, sia quelli che una volta sono stati occupati dagli eserciti arabi, come per esempio la Sicilia e la Spagna.

Quello intorno al DAR AL ISALAM è il DAR AL HARB , cioè ‘territorio di guerra’. Ove possibile è doveroso trasformarlo in DAR AL ISLAM. I nemici che si convertono alla fede islamica sono accolti nella comunità dei fedeli, mentre quelli che non lo fanno sono soggetti alla ‘conquista per forza’ o alla ‘conquista per trattati’. In questo caso i ‘popoli del libro’ cioè ebrei e cristiani divengono ‘protetti’ se pagano una imposta fondiaria. Più tardi questa concessione si allargò anche agli idolatri, anche qui solo per pura convenienza economica.

La tolleranza verso i seguaci di altre religioni è però generalmente molto scarsa, specialmente dove costoro non hanno protezione o difesa. Oggi la persecuzione dei cristiani da parte dei musulmani è spaventosa, con migliaia di martiri ogni anno. Perfino in Turchia, che in teoria vorrebbe aderire alla UE è difficilissimo praticare la fede cristiana. Nei paesi come l'Arabia Saudita ogni religione diversa è proibita, pena la morte. Da qualche decennio poi, gli estremisti islamici muovono guerra senza quartiere a chi loro si oppone, compresi i musulmani 'moderati'.

Inoltre è in atto una immigrazione sfrenata, con importazione di potenziali terroristi, di gente con comportamenti liberticidi e primitivi.
IL FUTURO DUNQUE SI PRESENTA DENSO DI INCOGNITE, ANCHE SE OGGI SI PENSA SOLO A PROBLEMI ECONOMICI E SI OSTENTA BUONISMO SFRENATO VERSO CHI VORREBBE FARTI FUORI, IL DOMANI POTREBBE ESSERE DIVERSO.

 

 

 

 

 

I CINQUE PILASTRI DELLA FEDE (più uno)

Islàm (con accento sull'ultima sillaba, è un sostantivo verbale traducibile «sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]» che deriva dalla radice aslama, congiunzione causale di salima («essere o porsi in uno stato di sicurezza»), ed è collegato a salām («pace»). Nel linguaggio religioso, il concetto è traducibile con la parafrasi: «entrare in uno stato di pace e sicurezza con Dio attraverso la sottomissione e la resa a Lui»

Nel Corano talvolta assume la caratteristica di una qualità interiore del fedele: «Allah apre il cuore all'Islàm a coloro che vuole guidare»; altri versi collegano Islām e Dīn, approssimativamente traducibile «religione»: «Oggi ho reso perfetta la vostra religione [dīn], ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islàm.».
Altri ancora descrivono l'Islam come «l'atto di ritorno a Dio», piuttosto che un'affermazione verbale di fede. La parola Islam perciò non è legata a una personalità o a un gruppo etnico, bensì all'idea centrale del suo credo religioso.Nel hadith di Gabriele (ḥadīth Jibrīl) l'Islàm è presentato come parte di una triade composta da imān («fede») e iḥsān («eccellenza»), dove la definizione teologica dell'Islam sarebbe il Tawḥīd, quella storica l'affermazione di fede nella missione profetica di Maometto, quella dottrinale nel rispetto dei Cinque Pilastri della fede..

Gli arkān al-Islām ("Pilastri dell'Islam") sono quei doveri assolutamente cogenti per ogni musulmano osservante (pubere e sano di corpo e di mente) per potersi definire a ragione tale.

Essi sono:

  1. la shahāda, o "testimonianza" di fede (affermazione, espressa con retta intenzione, dell'esistenza in Dio Uno e Unico nella missione profetica di Maometto);
  2. la ṣalāt, preghiera canonica da effettuare 5 volte al giorno, in precisi momenti (awqāt) che sono scanditi dal richiamo dei muʾadhdhin (muezzin) che operano nelle moschee (oggi spesso sostituiti da registrazioni diffuse con altoparlanti);
  3. la zakāt, (l'elemosina) devoluta volontariamente a persone bisognose, organizzazioni di carità.(daʿwa);
  4. Ṣawm ramaḍān ovvero digiuno - dal sorgere al tramonto del sole - durante il mese lunare di Ramadan per chi sia in grado di sostenerlo senza sensibili inconvenienti di salute;
  5. Pellegrinaggio canonico a Mecca e dintorni, nel mese lunare di Dhū l-ḥijja, per chi sia in grado di sostenerlo fisicamente ed economicamente.

Il 6° pilastro della fede

In ambienti come quelli sciita, kharigita e sunnita-hanbalita si aggiunge un sesto pilastro: il jihād, ma se nella sua accezione di "jihād maggiore" (akbar, dice la giurisprudenza), teso cioè a combattere gli aspetti più deteriori dell'animo umano, esso è accettato da ogni scuola di pensiero sunnita come un potenziale sesto pilastro, la sua accezione di "impegno sacro armato" è talmente densa di condizioni e limitazioni da non consentire che il "jihād minore" (aṣghar) sia accettato sic et simpliciter dal madhhab hanafita, malikita e sciafeita come sesto degli arkān al-Islām. Questa cosa però è molto dubbia, perché per conoscere bene la materia bisognerebbe conoscere l'arabo e leggere il Corano in edizione originale, senza deformazioni.

 

 

 

 

IL DIRITTO PENALE E CIVILE

i TERMINI CHE BISOGNA CAPIRE SONO 3

1) Aqida :è la teologia che fissa i dogmi, e precisa cosa il musulmano deve credere

2) Sharīa: è la legge rivelata quale risulta dal Corano e dalla Sunna, prescrive ai credenti cosa debbano o non debbano fare

3) Fiqh: lettura della Sharīٔa, la via da seguire in vista della sua comprensione esatta. Si traduce come ‘scienza del diritto’ che consente il rispetto scrupoloso della Sharīٔa ed indica al musulmano come debba comportarsi secondo la religione

Di conseguenza ne deriva che Il diritto islamico non è una branca autonoma della scienza, ma uno degli aspetti della religione dell’Islam. Come l’ebraismo l’Islam è una ‘religione della legge’.

Le fonti del diritto sono quindi eclusivamente religiose e sono

  • il Corano – Rappresenta la base del diritto musulmano e si compone delle rivelazioni fatte da Allah all’ultimo dei suoi profeti, Maometto. The legal content of the Qur'an is found in a number of verses ('Legal verses')
    • verses regulating personal status (n. 70)
    • the civil law (n. 70)
    •  the criminal law (n. 30)
    • the procedure (no. 13)
    • Concernin the constitution (n. 10)
    • the economy and finances (n. 10)
    • Relevant to  international right (n. 25)
  • Sunna – Narra il modo di vivere e di comportarsi del profeta per servire come guida ai credenti, composta dall’insieme degli ahādīt, ossiale tradizioni relative ad atti e parole di Maometto riportate da una catena ininterrotta di intermediari
  • Ig’thiād– Sforzo interpretativo che ha consentito di costruire una teoria dei rapporti fra la
    rivelazione (Corano-Sunna) e ragione umana. Serve per sistematizzare un meccanismo intellettuale per legittimare una pratica che consenta di risolvere i casi nuovi pur sempre ricollegandosi ai principii generali contenuti nelle fonte prime, Corano e Sunna
  • Ig’mā’ - Accordo unanime dei dottori della legge. Si distingue dalla consuetudine in quanto non
    si richiede il consenso della folla dei credenti o la rispondenza al sentimento comune di tutti i membri della comunità:
    l’unanimità necessaria è quella delle persone competenti, il cui accordo conferisce alla soluzione giuridica ammessa unanimamente forza di legge.
  • Qiyās - Ragionamento per analogia, inteso come modo di interpretazione e di applicazione
    del diritto
  • Fiqh - definito come la conoscenza della quadruplice ripartizione sciaraitica delle azioni umane. Per il diritto musulmano, infatti, ogni azione può essere ricondotta ad una determinata categoria. Esistono 5 categorie, tali per cui un atto può essere:
    - DOVEROSO / OBBLIGATORIO : la sua esecuzione è premiata; la sua trascuratezza è punita
    - RACCOMANDABILE/CONSIGLIABILE: la sua esecuzione è premiata, ma la sua omissione non è punita
    -PERMESSO/ LEGITTIMO: la sua esecuzionee la sua omissione non sono né premiate, né punite
    -RIPROVEVOLE /SCONSIGLIABILE: non è punibile giuridicamente, ma religiosamente deve essere evitato
    -PROIBITO / EVITATO: atto proibito e punibile secondo legge

DIFFUSIONE – APPLICAZIONE – MODERNIZZAZIONE (occidentalizzazione?)

La sottomissione dello Stato ai principii del diritto musulmano è proclamata dalla Costituzione in Marocco, Tunisia, Algeria, Mauritania, Siria, Yemen, Iran, Pakistan, Sudan, Egitto.
Il diritto islamico ha sempre riconosciuto all'autorità il potere di prendere misure per mantenere l’ordine della società Oggi questo potere regolamentare è esercitato in misura crescente, fino a sviluppare branche nuove.
Ad esempio abbiamo il diritto costituzionale, il diritto amministrativo, commerciale, processuale, penale e del lavoro, che hanno subito l’influenza di modelli di prestigio di civil law o di common law.

Ma così NON è per le materie relative allo statuto personale (persone, famiglia e successioni). I governanti non hanno il potere di modificare le regole elaborate in materia dal diritto musulmano,
ma possono esporle in modo sistematico, provvedendo ad una opera di consolidazione.

Nella pratica del diritto personale i cosiddetti paesi islamici moderati ricorrono a stratagemmi e finzioni, e all'adeguarsi alle consuetudini. In realtà pochi paesi musulmani avevano o hanno codici di statuto personale (Siria, Tunisia, Marocco, Egitto, Giordania, Iraq, Somalia, Algeria; Kuwait) mentre gli altri, compresa la Turchia, che vorrebbe entrare in Europa il codice civile e di procedura. civile. ha tralasciato il diritto delle persone/famiglia/successioni.

CONSIDERAZIONI

  1. La costituzione Europea non include le sue radici cristiane per motivi commerciali e politici e di opportunità. Questa è una rinuncia e un indubbio tradimento.
  2. Probabilmente mai i paesi musulmani potranno riconoscere l'indipendenza del potere statale da quello religioso, come invece noi facciamo.
  3. Ammettere la Turchia nell'unione europea è un errore. Momentaneamente darebbe vantaggi economici, ma poi si pagherebbe caro. In Europa la diversità culturale tra est e ovest, nord e sud è grande e non ha bisogno di altre iniezioni disgregatrici.
  4. L'eccessiva presenza di islamici nelle nostre società occidentali è rischiosa, dato che essi non potranno integrarsi senza rinunciare al Corano. In caso di crisi e di debolezza dello stato .dunque cosituirebbero un gravissimo pericolo per il modo di vita attuale, che non perderebbero occasione per cercare di distruggere.
  5. La crassa ignoranza della Storia e del Cristianesimo, il relativismo dilagante, la rilassatezza dei costumi, e la tiepidezza dei cristiani, rende abbastanza facile che molti, convinti da chiacchiere menzogne.o altro, si convertano e divengano maomettani ignorando che questa è una decisione irreversibile e rischiosa.

Lino Bertuzzi